Per la classe quinta del plesso Penzo, l’uscita didattica a Venezia è diventata una vera esplorazione alla ricerca di storie, tracce e curiosità nascoste tra le calli e i campi della città.Il percorso è iniziato nel Ghetto ebraico, dove i bambini hanno scoperto l’origine della parola ghetto, nata proprio a Venezia, e alcune caratteristiche che rendono questo luogo così particolare. Hanno imparato, ad esempio, a riconoscere le sinagoghe dalle cinque grandi finestre affacciate sul campo e hanno scoperto la storia delle altane, le caratteristiche terrazze in legno che fanno parte del paesaggio veneziano.A colpire particolarmente sono state le Pietre d’Inciampo, piccoli segni di memoria dedicati alle persone deportate durante la persecuzione nazifascista, e la mezuzah, il piccolo astuccio contenente un testo sacro della tradizione ebraica, fissato sugli stipiti delle porte. Il percorso è poi proseguito alla Farmacia Storica della Scuola Grande di San Marco, accanto alla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Qui una preparatissima farmacista ha accompagnato gli alunni in un affascinante viaggio nella storia della medicina, raccontando come un tempo molte preparazioni medicinali venissero ricavate dalla natura, dalle erbe e dalle loro proprietà.
Un giro per Venezia per imparare a guardarla con occhi nuovi e scoprire che una finestra può raccontare la storia di una sinagoga, una pietra può custodire un nome, uno stipite può ricordare una tradizione e un antico mortaio può raccontare la storia della medicina.
Venezia è un libro pieno di storie bisogna solo imparare a leggerle.

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